E' un mare pieno di palline morbide, quello in cui nuotiamo. Comodo, ma ci sarebbe di meglio.
Il problema è che ci si accontenta, anche se non vedo il motivo per cui proprio io dovrei star qui a disquisirne.
Non amo scrivere del mondo e della vita. Generalizzare è inutile. Chi legge - guarda che coincidenza - si reputa sempre al di fuori del target descritto. Almeno io. E anche in questo ho appena generalizzato, contraddicendomi subito dopo, quindi evitiamo.
Mettiamo su piuttosto un pò di rumba, creiamo un'atmosfera da divano, stendiamoci, luce soffusa ed evitiamo il vino che adesso mi darebbe un pò alla testa e se ce l'abbiamo apriamo una birra.
Io non ce l'ho, per inciso.
Il gatto sulle gambe a far le fusa è appannaggio di pochi e io, "pochi", modestamente lo sono. Lo nacqui, perfino.
Fornelli occupano le poltrone, letti intasano i retri delle porte, pacchetti vuoti di sigarette gettati ovunque, cellulari che suonano come in ogni casa.
Questa dimora è un delirio.
E delirando è giusto che si concluda questa cazzata.
Salute.
A volte riesco anche a dare un senso a ciò che scrivo. Non sempre però, attenzione.